2010-06-19 – Cime du Diable

19 Giu 2010 - Cime du Diable

Località di partenza – Baisse de Camp d’Argent, La Bollene Vesube – Francia (1922 m.)

Distanza percorsa – 22,1 Km

Salita accumulata – 1551 metri

Durata dell’escursione – 7 ore e 3 minuti

Profilo altimetrico dell'escursione

mappa dell'escursione

Foto e breve racconto dell’escursione

E’ venerdi sera quando busso in camera di Alberico, un mio collega, per lasciargli la mappa dell’escursione che mi accingo a fare il giorno da solo. Dopo uno sguardo alla destinazione mi dice “ma sei proprio sicuro? Se si chiama cima del Diavolo, ci sarà un motivo!” Ci ridiamo su e dopo un brindisi me ne vado a ninna.

La mattina seguente parto come sempre di buon’ora e raggiungo la località denominata Camp d’Argent e, alle 7:50 imbocco il sentiero in direzione Est che mi porta senza particolari problemi alle rovine di alcune fortificazioni sul colle di Authion, a 2078 metri. A dispetto delle preoccupazioni di Alberico la giornata è bellissima e il cielo sereno.

Superate le fortificazioni il sentiero punta verso Nord. In lontananza si comincia a vedere la meta della giornata: la Cime du Diable (2685 m.) e leggermente più avanti Mont Capelet (2637 m.).

Il sentiero scende fino a raggiungere il segnavia 409, a Baisse de saint Veran, a quota 1850 metri. Proseguendo, sempre in direzione Nord, lascio il sentiero e mi inerpico sull’invitante cresta che porta fino ai 2151 metri della Cime de Tuor, che raggiungo intorno alle 9:30

Intorno a me è tutto uno svolazzare di magnifici rapaci che, confesso la mia ignoranza in materia, non so riconoscere ma non per questo meno affascinanti. Con difficoltà riesco a fotografarne qualcuno …

Ed eccomi sulla cima De Tuor

Riparto e scendo su una comoda cresta erbosa fino al Col de Raus, a 1999 metri. Qui un cartello mi avvisa che ci vogliono due ore fino al passo del Diavolo. Vedremo …

Acc. All’improvviso mi rendo conto che l’azzurro del cielo sta sparendo e dei minacciosi nuvoloni cominciano a coprire il sole. Che fare? Alla fine decido che proseguo tanto che vuoi che siano

Il sentiero prosegue piu o meno in leggera salita fino a un Km circa dal passo del diavolo dove inizia a salire un po più ripido e alle 11:00 arrivo ai 2430 metri del passo del Diavolo. Qui, su un piccolo altipiano c’è il lago Del Diavolo ancora del tutto ghiacciato. Le difficoltà aumentano leggermente perchè parte del sentiero è sotto la neve ancora presente. Arrivo più o meno facilmente al Pas du Trem (2500 m.)

La vista del laghetto ghiacciato, da qui, è ancora più bella. A dispetto di quanto si vede da sotto, il sentiero è abbastanza comodo e, alle 11:50 sono ai 2683 metri della Cima du Diable. Purtroppo il tempo si sta guastando rapidamente e riesco a malapena a farmi un panino che inizia a piovere. E mo sono guai. Indosso la provvidenziale mantella e inizio la discesa. Avrei voluto proseguire verso il Mont Capelet e ridiscendere da li verso il sentiero dell’andata ma oltre alla piggia ci si mette pure la nebbia e quindi decido di rifare il sentiero conosciuto.

La via del ritorno è un susseguirsi di violenti rovesci e di schiarite. I fulmini cominciano a farsi sentire, per fortuna in lontananza ma accelero cercando di raggiungere prima possibile il parcheggio.

Tanto per completare il menù, inizia a grandinare. In una rara schiarita riesco a fotografare la cima del Diavolo sotto una violenta grandinata.

Ma fosse che Alberico avesse ragione e il Diavolo mi stesse aspettando? Comunque stringo i denti e incrocio le dita (i fulmini stanno cadendo sempre più vicini) e cerco, per quanto possibile, di accelerare il mio passo. Confesso che in prossimità della macchina ho avuto una leggera strizza perchè un paio di fulmini sono caduti in un bosco non lontanissimo dal sentiero. Finalmente arrivo all’auto insieme con lo scroscio più violento di tutta la giornata ma ormai sono al sicuro. Accendo l’auto e porto i riscaldamenti a massimo (il termometro segnava una temperatura esterna di un grado!) mi cambio e mi avvio verso le comodità dell’albergo. Lo stato della strada si commenta da solo. Quella che vedete è la grandine caduta mentre mi avvicinavo all’auto.

Mentre scendo verso il fondo valle il sole torna a risplendere e, arrivato in prossimità di Nizza sono nel pieno dell’estate della Costa Azzurra! Del maltempo nemmeno l’ombra. Arrivato in albergo avviso Alberico del mio rientro e gli racconto le mie disavventure metereologiche, in attesa dell’immancabile: “te l’avevo detto …”

Autore: Marco DT

Qui puoi scaricare la traccia GPS in formato .plt e .gpx

10-06-19 Cime du Diable (MdT)