2014-05-21 Cima di Serra Matarazzo 2014-05-21 Cima di Serra Matarazzo Località di partenza – Forca d'Acero (Km 11 SS609, FR) (1464 metri) Distanza percorsa – 16,89 Km Salita accumulata – 1000 metri Durata dell’escursione – 8 ore 4 minuti Cime raggiunte – Cima di Serra Matarazzo (2007 m.) Mappa dell'escursione Profilo altimetrico dell'escursione Vista 3D dell'escursione Guarda le foto in formato album Foto e descrizione dell’escursione Questa bella escursione nasce con lo scopo di raggiungere la Cima di Serra Matarazzo, e quindi proseguire per arrivare anche al Bellaveduta e a Rocca Altiera ma purtroppo i tempi un po alti e soprattutto un fitto nebbione arrivato a un km dal Bellabeduta ci hanno impedito di raggiungere le ultime due cime (Non era il caso di arrivare in vetta solo per aggiungere una tacca senza vedere nulla) ma alla fine ne è venuta fuori una bella giornata passata in ottima compagnia e comunque ci ha permesso di verificare un itinerario studiato solo su carta, che comunque voglio ripetere in condizioni meteo migliori. Ma veniamo al nostro racconto. Poco dopo le otto abbiamo parcheggiato sulla SR 509 per Opi, poco prima del Km 11, dove sulla destra inizia il sentiero P3 che salendo a mezzacosta in direzione Est, Sud - Est porta verso la valle Inguagnera. Siamo a quota 1464 metri circa. Camminiamo in leggera salita per poco più di un'ora fino a raggiungere a quota 1670 metri circa una biforcazione del sentiero. A sinistra si prosegue sul P3, mentre a destra si continua a salire a centro valle su un sentiero non numerato. La salita si fa più ripida e appaiono dei nevai residui. La neve è morbida ma tiene bene e non si fa fatica a proseguire. Alle dieci circa arriviamo a quota 1820 metri e ci fermiamo a decidere come proseguire: Siamo in un anfiteatro. Si potrebbe puntare a sinistra, in corrispondenza di una sella dove la cresta ha il punto più basso e quindi ripercorrerla fino alla cima oppure puntare la cima direttamente, affrontando una pendenza elevata e cercando di schivare i nevai ancora presenti (l'attrezzatura invernale non era stata prevista). Ovviamente noi optiamo per la seconda ipotesi e puntiamo dritti alla cima. Fortunatamente ci sono numerosi passaggi fra le varie lingue di neve e alla fine, anche usando un po le mani, arriviamo sulla cresta, a pochi metri dalla vetta che raggiungiamo alle undici circa. Dopo la foto di cima e qualche minuto di riposo ci prepariamo per il resto del giro: il programma prevedeva di scendere nella valle sottostante per poi risalire la cresta che portava al Bellaveduta ma sul posto, dopo aver valutato anche altre ipotesi, decidiamo che è più conveniente tornare sui nostri passi, rimanere sulla cresta e puntare al Valico delle Gravare, perdendo cosi pochissimi metri di quota e minimizzando la risalita. Anche perchè dall'alto riusciamo a individuare bene il sentiero che a mezzacosta ci avrebbe portato vicino al Bellaveduta e cosi facciamo. Arriviamo al valico che si trova a 1820 metri (invece del fondovalle che era sui 1700) e da qui intercettiamo il sentiero O3 che seguiamo, in direzione Sud fino al costone denominato Anito Lungo. Qui il sentiero numerato gira a sinistra ma un altro sentiero prosegue nella direzione che serve a noi. Si continua a salire fino a raggiungere quota 1970, quando sono le 13:00. A questo punto, ci troviamo davanti a noi l'ultimo ostacolo. Il sentiero scende per una settantina di metri, prima della salita finale al Bellaveduta che però è completamente coperto dalle nuvole basse: che fare? A questo punto, vista l'ora, la strada ancora da fare fino alla vetta e in più il ritorno da considerare ma soprattutto la visibilità che non è per niente buona, decidiamo di accontentarci e di fermarci per il pranzo... Il Bellaveduta si farà un'altra volta. E quindi ci fermiamo per mangiare. Il ritorno, avviene sulla via dell'andata, eccetto il tratto per Serra Matarazzo che non ripetiamo. Alla fine, alle 16:30, dopo circa otto ore di cammino arriviamo alle auto, comunque soddisfatti anche se il traguardo finale è stato rimandato. Bisogna dire che durante tutto il ritorno non abbiamo mai rivisto la cima del Bellaveduta, rimasta sempre nascosta da fitte nuvole ... Un saluto ed un ringraziamento particolare va ai miei compagni di avventura: Ad Agostino e a suo figlio Daniele, a Roberto e ai suoi eccezionali liquori ed infine al mitico Marco, the President Ed ora, la parola alle foto ... Guarda le foto in formato album Autore: Marco DT Qui trovi le tracce GPS in formato .plt e .gpx 2014-05-21 Cima di Serra Matarazzo